Formazione Professionale: il ddl per assicurare la continuità lavorativa al personale precario
13 ottobre 2016

Stamattina, in occasione di una conferenza stampa al Comune di Messina, ho voluto illustrare ai presenti il ddl di cui sono primo firmatario e che mira alla tutela dei lavoratori del comparto formazione, fortemente penalizzati dall'avviso 8 della Regione, che rischia di essere foriero di un vero e proprio macello sociale.


 


Di seguito, il testo integrale del ddl.


 


 



 


ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


 


 


DISEGNO DI LEGGE


 


presentato dai deputati: GERMANA’ - VINCIULLO – D’ASERO – FONTANA – ALONGI – CASCIO FRANCESCO – LO SCIUTO


 


Norme per assicurare la continuità lavorativa al personale precario del bacino della formazione professionale – Istituzione dell’”Albo degli operatori della formazione professionale”


 


 


ART. 1


Albo regionale del personale della formazione professionale


1. Sono istituiti presso l'Assessorato regionale alla formazione professionale due albi regionali degli operatori dei Centri di formazione professionale di cui uno per i Centri pubblici e l'altro per gli enti convenzionati e finalizzati alla qualificazione del settore ed al governo della mobilità .


2. Gli albi regionali di cui al comma precedente sono divisi per Enti di area vasta: Liberi consorzi di comuni e città metropolitane, per ambiti disciplinari omogenei e per funzioni.


3. Per il comparto pubblico l'albo si articola in:


a) personale di ruolo a tempo indeterminato;


b) personale a tempo determinato aspirante all'incarico compreso il personale non più in sevizio a causa della chiusura dell’ente di formazione di appartenenza nei 3 anni precedenti l’approvazione della presente legge.


 


4. Per il comparto convenzionato l'albo si articola in:


a) personale a tempo indeterminato, compreso il personale utilizzato dagli enti di formazione nei progetti speciali finanziati dal Fondo Sociale Europeo e con il concorso finanziario della Regione;


b) personale a tempo determinato aspirante all'incarico compreso il personale licenziato a causa della chiusura di enti di formazione nei 3 anni precedenti l’approvazione della presente legge.


5. Le modalità, i criteri e le procedure per la tenuta e l'aggiornamento degli albi, nonché l'utilizzazione del personale in essi compreso, saranno stabiliti con successivo decreto assessoriale da emanarsi entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente legge.


6. Gli albi saranno aperti a nuovi aspiranti solo ed esclusivamente alla fine del collocamento di tutto il personale precario del bacino, le modalità saranno contenute nel decreto di cui al comma precedente.


7. Il personale compreso nei costituendi albi regionali, sia della gestione pubblica che convenzionata, non direttamente utilizzato per l'attuazione degli interventi formativi, sarà impegnato dalla Regione con l’utilizzo dei fondi comunitari previsti:


a) nella partecipazione a corsi di aggiornamento, riqualificazione o riconversione, nel quadro degli obiettivi della programmazione regionale;


b) nella realizzazione di attività di orientamento professionale;


c) nella realizzazione delle attività previste per l'osservatorio regionale e per gli osservatori territoriali sul mercato del lavoro.


8. L'utilizzazione del personale di cui ai precedenti commi continuerà ad essere regolato nell'ambito del rapporto privato di enti convenzionati presso strutture pubbliche, secondo apposita normativa Regionale da inserire nel decreto di cui al comma 5.


9. In caso di chiusura di un ente di formazione, il personale transiterà nell’apposito albo per essere assegnato ad altro ente o utilizzato presso altre strutture della Regione o degli enti delegati, in ossequio ad accordi tra Regione, enti delegati ed organizzazioni sindacali degli enti convenzionati.


10. al personale iscritto agli albi di cui all’articolo1. , privo di incarico continua ad applicarsi l’art 132 della l.r. 16 Aprile 2003 n. 4.


 


Art. 2


(Commissioni per la gestione degli albi)


1. Per la gestione degli albi, la Giunta regionale costituisce due commissioni così composte:


a) Commissione per la gestione del comparto pubblico:


- assessore al ramo o suo delegato;


- tre rappresentanti del personale che opera nel settore pubblico della formazione professionale;


- un rappresentante per ognuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;


- un funzionario regionale con funzioni di segretario;


2. Commissione per la gestione del comparto convenzionato:


- assessore al ramo o suo delegato;


- tre rappresentanti degli enti convenzionati;


- un rappresentante per ognuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;


- un funzionario regionale con funzioni di segretario.


 


3. I rappresentanti di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo durano in carica tre anni e sono riconfermabili una sola volta.


4. Le commissioni esprimono pareri obbligatori e formulano proposte sulle iniziative dirette alla piena utilizzazione e all'aggiornamento del personale e su ogni altra questione relativa all'applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro.


5. Le modalità, i criteri, le procedure per la nomina dei componenti di cui alla lettera b) dei precedenti numeri 1 e 2, nonché per l'esercizio delle funzioni assegnate alla commissione, sono stabilite dal decreto di cui all’articolo 1 comma 5 della presente legge.


 


 


Art. 3


(Assunzioni - sostituzioni - mobilità del personale)


1. L'Assessorato regionale alla formazione professionale, per esigenze derivanti dalla programmazione regionale, potrà utilizzare, previa consultazione con le Organizzazioni sindacali, il personale dei Centri pubblici di formazione professionale in altri Centri, anche al di fuori della provincia.


2. Al personale di cui al comma precedente, nei casi contemplati, si applica il trattamento di missione come previsto dalla legislazione regionale.


3. Ai fini della mobilità del personale degli enti convenzionati si fa riferimento al C.C.N.L..


4. Per far fronte ad eventuali necessarie sostituzioni di personale in servizio, i Centri pubblici e convenzionati devono accertare la disponibilità nell'albo regionale del personale occorrente.


5. Gli enti convenzionati sono tenuti ad utilizzare i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato eventualmente in mobilità o con orario ridotto, in rapporto alla qualifica professionale richiesta, con l'impegno al rispetto, da parte del lavoratore dipendente, della proposta formativa dell'ente convenzionato, al fine di garantire l'attuazione dell'art. 3 lett. c), art. 4 lett. h) e art. 7 ultimo comma della legge n. 845/1978,nel rispetto dei di ritti riconosciuti al lavoratore dallo art. 3 lett. g) della legge n. 845/1978 e dagli artt. 1 e 8 della legge n. 300/70.


6. In mancanza di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato eventualmente in mobilità o con orario ridotto, gli enti convenzionati dovranno fare ricorso agli albi regionali del personale.


 


 


Art. 4


Prestazioni professionali


1. Qualora gli interventi di formazione professionale prevedano l'insegnamento di specifiche materie richiedenti particolare esperienza o specializzazione tecnico-scientifica, la Regione e gli altri soggetti che svolgono corsi di formazione professionale con finanziamenti pubblici, possono ricorrere mediante collaborazioni professionali ad esperti provenienti con comprovata esperienza scientifica e didattica dal mondo delle imprese, dei servizi, delle libere professioni, degli istituti scientifici, universitari e di ricerca.


2. Le prestazioni degli esperti devono essere previste, nel piano regionale ed all'interno delle convenzioni e verranno regolate unicamente come incarichi di collaborazione professionale, escludendo in ogni caso, l'instaurazione di qualunque rapporto di lavoro subordinato.


3. La prestazione degli esperti a carattere d'intervento integrativo e speciale e i suoi contenuti saranno finalizzati alla qualificazione dell'intervento formativo.


 


Art. 5


Norma finale


 


1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.


 


2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.


 


 


 

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